E-commerce alimentari: prelibatezze e spesa on line si impennano

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460 milioni di euro. È questo il valore stimato del mercato alimentare che sfrutta il canale e-commerce per la vendita; nel dettaglio, nel 2015 il comparto del grocery (la spesa come al supermercato, ma fatta online) ha lambito i 200 milioni, mentre l’enogastronomico tocca i 260 milioni. Il recente ingresso del colosso Amazon, a luglio, in questo comparto delle vendite online è indice che il mercato è dinamico e potenzialmente molto redditizio.

Tra Spesa online e delicatezze made in Italy

Fino a qualche annetto fa sembrava impossibile convincere la “casalinga di Voghera” ad acquistare in rete i prodotti che utilizza tutti i giorni per preparare i suoi manicaretti. Eppure il grocery è cresciuto di oltre il 20% nell’ultimo anno, quindi qualcuno che acquista la spesa online c’è. E non sono in pochi! La quota di mercato rimane sempre attorno all’1% ma oltre ad Esselunga, che offre il servizio di spesa direttamente a casa già da qualche anno, anche altri player hanno iniziato a presidiare questo canale. L’espansione, lenta ma costante, del settore grocery è dovuta ad un cambiamento delle abitudini di vita, ma anche all’abbassamento dei costi di spedizione.

L’Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano fotografa un mercato che si ricava una nacchia all’interno della crescita a doppia cifra di tutto il settore delle vendite online. Dal 2013 parecchie insegne della grande distribuzione hanno attivato servizi diversificati: il Click&Collect – erede dei Pick Up Point – consente di effettuare l’ordine online e di ritirare la merce direttamente presso il punto vendita; uno dei player ad utilizzare questo modello è l’e-commerce di Coop, anche se non permette di acquistare prodotti alimentari.

Forte anche dello slancio derivante da Expo, il mercato online dei prodotti alimentari locali e made in Italy si concretizza in molti e-commerce B2C (Business to Customer) molto dinamici. Un caso su tutti: Eataly, con la sua piattaforma e-commerce, ha totalizzato un fatturato di 5 milioni di euro per il 2014, con oltre 60 mila ordini e 300 mila utenti unici al mese e 30 milioni di pagine visualizzate. Il visitatore può scegliere tra oltre 3500 prodotti che vengono spediti in tutta l’Unione Europea, negli Stati Uniti d’America, in Giappone.

Cosa si vede di più?

Stando ai dati, un prodotto alimentare italiano su cinque va sulle tavole estere. Ciò significa che i prodotti italiani sono ben apprezzati all’estero, ma vuol dire anche che gli italiani sono tra i primi consumatori web dei propri prodotti. Il Centro Studi di Confindustria, in una ricerca, sostiene che il panorama è destinato a cambiare nei prossimi dieci anni, con i consumatori russi tra i primi estimatori del made in Italy, seguiti da Cina ed Emirati Arabi.

E quando si pensa all’eccellenza enogastronomica italiana il pensiero corre subito ai nostri vini. In effetti spumante e prosecco volano verso Germania, USA e Regno Unito; i vini DOC e DOP nostrani viaggiano negli stati confinanti, come la Svizzera, ma si trovano anche in Canada, Germania e Cina. Ma anche le nostre birre artigianali sembrano ben apprezzate nella cara vecchia Inghilterra. E l’olio extravergine d’oliva spopola in Oceania e Giappone.

Come si prende questo trend… per la gola?

La domanda da porsi è: come si può cogliere questo trend interessante e con ottime prospettive di crescita? Beh, innanzitutto bisogna avere la materia prima, questo è ben chiaro: prodotti di qualità, locali, con la capacità di sfondare sul mercato internazionale.

Per quanto riguarda il canale, l’e-commerce alimentare non differisce di molto da un altro negozio online; o meglio, per crearne uno funzionante non è necessario ricorrere a nessuna particolare tecnica. Semmai, bisogna impiegare al meglio quelle che già consentono di creare e-commerce di successo, a prescindere dalla categoria merceologica trattata. Nel caso dell’e-commerce enogastronomico, la competizione è alta: il nostro è il paese delle eccellenze culinarie e quindi è molto probabile che ci siano più negozi che vendano prodotti molto simili. Per poterci assicurare la vendita è necessario non solo avere prezzi competitivi, ma anche saper creare il desiderio d’acquisto; bisogna quindi adottare un’adeguata Content Strategy, che sia in grado di attrarre visitatori sul sito, evidenziare i vantaggi del prodotto, spiegarli alla potenziale clientela. Se si possiede un’azienda agricola e, per arrotondare, si sta pensando al mondo del web, si possono adottare con successo le strategie di storytelling, per creare l’atmosfera adeguata, narrare ai lettori come si lavora nella tenuta, raccontare della raccolta dell’uva e via discorrendo; in questo caso, fotografie e video completano le tecniche narrative e offrono un valore aggiunto che si traduce in un vantaggio competitivo. Fondamentali sono le descrizioni dei prodotti: bisogna spiegare ai nostri potenziali clienti perché il nostro Taleggio è diverso da quello degli altri, quali processi differenziano il nostro extravergine di oliva da quello di altri produttori, tracciare un’accurata descrizione del vino DOC che vendiamo. Bando, quindi, alle schede prodotto striminzite! Testi esplicativi e un nutrito numero di immagine – opportunamente ottimizzate – permetteranno ai visitatori di costruirsi un’idea completa dei nostri prodotti tipici.

È importante, inoltre, ricordare che la nostra è un’impresa (non un supermarket): l’eventuale assenza di un prodotto non significa che il nostro stock ha una lacuna, anzi, vuol dire che quello che si trova online è effettivamente il meglio del meglio che ci sia in giro, solo vere prelibatezze. E in quanto impresa, il nostro negozio deve essere promosso adeguatamente, sfruttando le attività di web marketing più comuni.

Con il Pay per Click, ad esempio, possiamo spingere un prodotto che sappiamo essere il nostro cavallo di battaglia. Infatti, questa forma di marketing ha un costo, ma si rivela particolarmente utile per questo scopo. Se, ad esempio, la nostra attività produce dei formaggi locali molto apprezzati, è possibile acquistare le parole chiave che ci interessano ed imbastire una campagna su Google AdWords. Discorso analogo può essere fatto per il Display Advertising.

Per restare in tema di parole chiave, le operazioni per l’ottimizzazione delle pagine per i motori di ricerca sono un alleato irrinunciabile: la Search Engine Optimization è l’unico strumento che, nel tempo, è in grado di garantire un afflusso costante di visitatori a fronte di investimenti economici ridotti. Considerando che il mercato degli e-commerce alimentari è caratterizzato da una forte competizione, identificare le keyword che meglio consentono di ottimizzare il nostro sito è di importanza fondamentale; è utile investire in una consulenza da parte di professionisti accreditati per evitare errori che si potrebbero tradurre in una mancanza di vendite.

Invece, se vogliamo comunicare attivamente con i nostri potenziali acquirenti, creare un seguito e monitorare il feedback possiamo utilizzare il social media marketing, con Facebook come capofila. Pubblicare fotografie commentate con i post, generare buzz sui prodotti che desideriamo promuovere maggiormente, stimolare i commenti degli utenti aiutano a creare uno “zoccolo” di lettori fedeli, molti dei quali si tradurranno in acquirenti; le strategie per gestire una pagina Facebook consentono di ottenere questi risultati e più senza tradursi in attività time-consuming. Inoltre, per sfruttare il trend che attrae parecchi visitatori in rete, è possibile offrire un servizio di ricette locali e tipiche che sfruttino i nostri prodotti.

Dulcis in fundo

I trend vanno colti quando ci sono, ma a chiunque balza all’occhio che da qualche anno a questa parte tutti i mass media hanno rivolto la propria attenzione al mondo del food; era solo questione di tempo prima che questo settore trovasse la sua strada anche sull’e-commerce. Inoltre il prestigio di cui godono i prodotti made in Italy lascia intravedere forti possibilità di crescita anche per le vendite oltreoceano.

La creazione e gestione di un e-commerce alimentare non richiede più (o meno) sforzi di una qualsiasi altra attività di commercio online: servono solo una profonda conoscenza del prodotto, lo studio del panorama competitivo e competenze per poter posizionare e promuovere la nostra attività.

2017-03-02T00:31:13+00:00 settembre 10th, 2015|E-commerce|0 Comments

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