E-commerce sicuro: come guadagnare la fiducia

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E-commerce sicuro: come guadagnare la fiducia

Non è un mistero che sul web si vende di tutto e in tutti i modi. Come dicono spesso le mamme ai figli “bisogna avere mille occhi” e questo vale tanto nel mondo quanto nell’effettuare transazioni in rete. Gli utenti, infatti, non acquistano indiscriminatamente dappertutto, ma scelgono con cura estrema i siti di vendita che meglio esprimono sensazioni di fiducia e di sicurezza.

Ma come possiamo trasmettere l’idea che il nostro è un e-commerce sicuro e serio, assolutamente affidabile e degno dell’attenzione dei navigatori? Scopriamolo in questo articolo.

Come nasce la fiducia in rete?

Gli utenti tendono a dare fiducia a chi, in effetti, se la merita. Sono lontani i tempi in cui internet non era diffusa, l’e-commerce era cosa nuova e curiosa ed il computer era uno strumento per impiegati e giovani studenti. Oggi, dati alla mano, a navigare non sono più solo i più giovani: la navigazione mobile ha aperto le porte a diverse fasce anagrafiche (al punto che su Facebook gli over 50 costituiscono una buona fetta di utenti registrati). E anche ad acquistare online non sono solo i giovani, anzi.

Se è vero che il mercato delle vendite è in crescita costante da anni, questo è dovuto anche – in parte – all’allargamento della base di acquirenti. Ne sono un esempio lampante la nascita di e-commerce alimentari, dove si vendono specialità locali, prelibatezze tipiche e vini pregiati, così come la rapidissima diffusione dei negozi sul web di capsule di caffè.

Per poter sfruttare questo importante trend, destinato a consolidarsi nel tempo, i manager e le aziende devono essere in grado di saper comunicare efficacemente il fatto che il nostro e-commerce è sicuro al 100%. La maggior parte degli utenti, infatti, prima di effettuare un acquisto visita il sito, naviga le sue pagine, compare  prezzi con altre offerte, ritorna sul sito e prova ad aggiungere qualche prodotto al carrello. Solo in un secondo momento la visita si trasforma in acquisto. Un po’ come accade nel famoso libro “Il piccolo principe”, l’utente da le cose con calma: la prende alla lontana, studia un po’ guardingo il sito, gli si avvicina pian piano. E, una volta “annusato” il senso di fiducia, decide di spendere il proprio denaro.

Comunicare il senso di sicurezza di un e-commerce

Possiamo facilitare la vita all’utente, però. Il che si traduce in un vantaggio per noi: la conversione (il passaggio da visitatore ad acquirente) arriva prima. Il segreto per mostrare il guadagnare la fiducia per un e-commerce si trova tutto nel rapporto che esso intende instaurare con il potenziale cliente. E se consideriamo che chi naviga in rete ci conosce per quello che scriviamo, è subito lampante che una delle nostre armi sono proprio i testi.

Un sito ben strutturato, infatti, prevede un certo numero di pagine statiche che forniscono informazioni utili agli utenti. Si tratta di indicazioni utili che consentono al potenziale acquirente di ottenere immediatamente un’idea precisa ed esaustiva del modo di operare dell’azienda. Ecco un rapido elenco delle pagine utili per sviluppare il senso di sicurezza dell’e-commerce:

  • Chi siamo”, per un sito che non si chiama “Coca Cola” e che non può vantare la medesima brand awareness è una pagina importantissima. Dapprima permette all’utente, approdato sul negozio su da un motore di ricerca, di sapere cosa può trovare mentre naviga tra i prodotti del nostro assortimento, quanti anni ha l’azienda, in quale territorio si trova. In pratica fornisce un identikit della compagnia, della sua mission e stabilisce le basi per il rapporto con l’utente. Inoltre, ai sensi della legge, sulle pagine si devono fornire chiaramente alcuni dati fondamentali.
  • Spedizioni”, un nodo gordiano che è spesso causa di parecchi mal di pancia, per utenti e per aziende. Qui devono trovare posto le informazioni legate ai tempi di consegna dei prodotti e sui costi delle spedizioni; ma è fondamentale esprimere con assoluta chiarezza questi dati, per renderli immediatamente fruibili a chi legge.
  • Resi” ma anche “Cambio taglia”. Su questi temi è importante esprimere al meglio la politica aziendale, specialmente se pensiamo di aprire un e-commerce di abbigliamento. Con la forte competizione che serpeggia in questi settori, infatti, l’utente vuole sapere subito se – qualora acquisti le scarpe di un numero di troppo – dovrà pagare il rientro della merce oppure se il reso sarà a carico dell’azienda.
  • Metodi di pagamento” permette di specificare con quali modalità i navigatori possono pagare per i propri acquisti; ma è anche la pagina giusta per parlare delle misure prese per garantire la sicurezza delle transazioni che avvengono con le carte di credito.
  • Contattaci” aiuta l’utente a non sentirsi mai solo: non c’è niente di peggio di un dubbio non risolto, specialmente quando si tratta di comprare qualcosa! Illustrare le diverse modalità di contatto messe a disposizione dal negozio permette all’utente di sentire un senso di controllo per tutta la durata della navigazione, oltre che della transazione.

Se questi sono gli accorgimenti base, alla portata di tutti i negozianti che si affacciano al mondo della rete, esistono anche altri metodi per guadagnarsi la fiducia di chi visita le pagine.

Complice, appunto, la crescita dell’e-commerce e del numero di navigatori, si è diffusa negli ultimi anni l’abitudine di ricercare in rete – presso i forum e le community di consumatori – il nome dello store online seguito dalla keyword “opinioni”. In questo modo, gli utenti possono sapere come si sono trovati altri acquirenti alle prese con un negozio. E proprio le opinioni costituiscono un ottimo veicolo di quel senso di sicurezza che serve per generare fiducia.

Ma su questa riga si muovono anche le recensioni degli utenti. Molti siti, infatti, permettono – al termine di un acquisto – di valutare l’esperienza di acquisto, del servizio clienti, della gestione di eventuali resi o contrattempi. In genere questi servizi consentono di esprimere un voto (da 1 a 5, oppure in decimi) e di aggiungere del testo libero. Anche da questo tipo di informazioni un potenziale acquirente riesce a farsi un’idea ben precisa dell’azienda con la quale intende intrattenere un rapporto d’affari. Questi servizi sono esterni al sito di vendita, una sorta di “giudici super partes” con il quale i negozianti stipulano un contratto.

I Social network, con Facebook in testa, si rivelano utilissimi anche in questo compito: se, attraverso i nostri post, riusciamo a costruire una community affezionata di fedeli lettori essi saranno, di fatto, i nostri migliori ambasciatori.

Queste pratiche, in buona sostanza, servono per renderci completamente trasparenti. E gli utenti della rete hanno più volte dimostrato di apprezzare questa caratteristica proprio perché diventa più facile rintracciare le informazioni di cui hanno bisogno per formarsi la propria idea.

Ma siamo sicuri?

Certo è che, oltre ai testi, dobbiamo davvero avere un sito e-commerce sicuro! Chi sta pensando di aprire un sito deve essere sicuro di affidarsi ad un partner che sia in grado di curare anche gli aspetti legati alla sicurezza informatica delle transazioni, oltre che delle pagine. E questo anche a fronte del notevole tasso di crescita legato alla navigazione mobile e al “mobile commerce”, ovvero gli acquisti che vengono effettuati da dispositivi mobile. Ma un partner che ha ben chiaro cosa significhi “vendere online” saprà consigliarvi sulle pratiche sopra descritte che consentono di guadagnare la fiducia dei futuri clienti.

Quello del senso di sicurezza dei negozi in rete non è un tema da prendere sotto gamba, perché può fare la differenza tra una semplice visita e una vendita. Gli utenti hanno moltissime opportunità per sapere quali sono i requisiti minimi di sicurezza, cosa leggere, come conoscere le modalità di pagamento e raccogliere le indicazioni utili per tutelarsi e perfezionare gli acquisti (uno tra tutti è un opuscolo erogato gratuitamente da poste italiane in Lombardia); per questo motivo sta noi offrire in modo chiaro, trasparente e semplice queste informazioni: ne va della nostra reputazione.

By | 2017-01-30T19:36:49+00:00 novembre 2nd, 2015|E-commerce|0 Comments