Rivelato il nuovo Phantom Update dell’algoritmo di Google: Quality Update

/Rivelato il nuovo Phantom Update dell’algoritmo di Google: Quality Update

Negli Stati Uniti alcuni siti hanno visto calare i propri accessi del 20% dal giorno alla notte, senza alcun preavviso; altri ancora hanno visto impennare il numero di visitatori. Ma cosa sta succedendo sul motore di ricerca più cliccato del mondo? La colpa è del secondo aggiornamento fantasma lanciato da Google e poi ribattezzato Quality Update.

Il primo Phantom Update

Non è un pinguino e nemmeno un panda. Si tratta di un fantasma, per dirla con le parole di Glenn Gabe (di G-Squared Interactive) che per primo coniò il termine Phantom Update. Nel 2013, nel mese di maggio, a poche settimane dalla release ufficiale di Penguin 2.0, ci fu una “rivoluzione” tra i risultati delle SERP (Search Engine Results Page, ovvero le pagine dei risultati di ricerca). Gli osservatori notarono che i siti maggiormente colpiti da questo aggiornamento avevano in comune alcune caratteristiche legate ai link e ai contenuti:

–          Erano siti che riportavano contenuti copiati da altre pagine, sebbene non in grande quantità; i siti che adottano questa pratica, detti in inglese “scraper sites”, erano già finiti sotto la lente d’ingrandimento di Google dal 2011.

–          I siti colpiti contenevano link spam, cioè quei link in uscita che sono completamente estranei al resto del contenuto della pagina. In altre parole, i testi di questi siti possedevano link il cui anchor text non era riconducibile all’argomento del testo.

–          Alcuni dei siti colpiti abusavano della pratica del cross-linking, ovvero si linkavano reciprocamente l’un l’altro in maniera massiccia puntando molto sull’anchor text dei collegamenti.

–          I siti colpiti erano già stati parzialmente falciati dagli Update Panda nel biennio 2011 e 2012.

Il risultato negativo, in termini di traffico, per queste pagine si attestò attorno ad un -60% di visite. Questo Phantom Update del 2013 mirò dunque a colpire maggiormente i siti che non rispettavano interamente le linee guida di Google in fatto di link e attributi no-follow.

Il ritorno dell’Aggiornamento fantasma: il Quality Update

Tra il 29 Aprile 2015 e i primi di Maggio 2015 un altro piccolo terremoto scuote il mondo delle SERP. Il traffico di alcuni siti oscilla sensibilmente, verso l’alto o verso il basso, con picchi che si aggirano attorno al ±20% . Il tutto dal giorno alla notte, senza che Google abbia segnalato la release di un nuovo update.

Glenn Gabe, dopo alcune ricerche sui dati, ha ribattezzato questo aggiornamento come Phantom Update 2 e ha potuto osservarne il comportamento. Solo il 19 Maggio 2015 Google ha a più riprese parlato di questo particolare aggiornamento dell’algoritmo, che è stato subito rietichettato come Quality Update.

Sebbene sia simile al suo predecessore, questo aggiornamento si concentra maggiormente su altri aspetti. In particolare colpisce i contenuti:

1. Un duro colpo è stato inferto alle pagine Tag: si tratta di pagine che raccolgono tutti i tag, ovvero un elenco di link che puntano ad altri contenuti del sito. Oltre ad essere poco fruibili dall’utente (si tratta quasi sempre di un “muro” di collegamenti da scrollare in basso) queste pagine costituiscono, sostanzialmente, una trappola per i google-bot; prima di questo update, le tag pages godevano anche di un buon posizionamento.

2. Al bando i contenuti di bassa qualità. Alcuni siti sui quali si è abbattuta la scure del Quality Update  rivelavano contenuti clickbait, ovvero testi che esasperano titoloni, utilizzano frasi spezzate, persuasive o distorcono le informazioni con il solo scopo di ottenere un click sulla pagina. Questa tipologia di contenuti, spesso utilizzata da blog o siti di informazione mediocri, frustra l’esperienza di navigazione degli utenti, che approdano su pagine dai testi scarni e poco informativi, spesso non pertinenti con quanto promesso dal titolo.

3. Contenuti inconsistenti o “magri”. Anche la quantità di contenuti vuole la sua parte: non è più sufficiente scrivere un paio di righe di update e piazzare un’immagine; non basta più scrivere un bel titolo seguito da un solo paragrafetto striminzito; il contenuto supplementare che circonda quello principale deve essere anch’esso di qualità! Attenzione anche agli User Generated Content (UGC): se sono poco informativi e chiosano un contenuto di bassa qualità, questo non farà che peggiorare il posizionamento della pagina.

4. Mai più video impilati. Quality Update non sembra gradire particolarmente le pagine con “stacked video”, che riportano uno di seguito all’altro una serie di video (con ogni probabilità di terze parti). Lo stesso vale per quelle pagine che al titolo fanno seguire un paio di paragrafi di contenuto (e magari poco informativo) e piazzano un video.

5. Quindi anche l’occhio vuole la sua parte: i design dei siti molto vecchi, caratterizzati da una difficoltà maggiore nel far raggiungere il contenuto all’utente,  offrono una user experience di valore inferiore; font minuscoli, lunghi blocchi di testo in ogni pagina, troppi link possono impattare negativamente sul posizionamento del sito nelle SERP.

6. Anche alcune directory hanno visto calare il proprio traffico, specialmente quelle che mescolavano banner pubblicitari ingannevoli ai contenuti.

Il 19 Maggio 2015 Google ha confermato ad alcuni siti di settore che sono stati effettivamente implementati alcuni cambiamenti all’algoritmo volti a migliorare la gestione dei segnali relativi alla qualità di una pagina; ancora, nel corso di un hangout, John Muller ha affermato che Google sta lavorando per aumentare la rilevanza e la qualità dei risultati delle ricerche. Per questo motivo l’aggiornamento fantasma è stato subito ribattezzato Quality Update, poiché riguarda un sensibile miglioramento dell’offerta contenutistica delle SERP.

Nel mirino i contenuti “How-to”?

Secondo quanto riportato da Searchmetrics tra i siti più colpiti ci sono quelli del tipo “How To”, ovvero quelle pagine che si posizionano bene per contenuti dal titolo “Come” e che forniscono istruzioni su come fare una determinata cosa, ottenere un risultato, svolgere un’operazione informatica. Negli USA il sito HubPages, collettore di pagine che appartengono a questo tipo, ha visto decrescere il proprio traffico organico del 22% in una sola settimana. Anche i siti eHow, WikiHow e Answer.com, secondo le prime indiscrezioni, sarebbero stati penalizzati.

In attesa che il Quality Update di Google approdi anche sulle nostre coste, consigliamo vivamente di iniziare una revisione accurata dei contenuti, dei link e del design del sito: il rischio è quello di veder calare il numero dei propri visitatori drammaticamente!

 

2017-03-02T01:05:10+00:00giugno 3rd, 2015|Seo|0 Comments

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